Prima Lettera Ai Corinzi - Azione Cattolica Bo

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Azione Cattolica di BolognaPrima letteraai CorinziPercorso Parola 2008-2009

Esempio di strutturadella preghiera personale quotidianaEntro in preghiera: Nel nome del Padree del Figlioe dello Spirito SantoFaccio silenzio: Anche oggi incontrerò il Signorenella sua Parola.Invoco lo Spirito:Vieni Santo Spirito,riempi i cuori dei tuoi fedelie accendi in essi il fuocodel tuo amore.Leggo con tutta calma e attenzione i versettiproposti oggi.Nella meditazione leggo il commento e glieventuali passi paralleli.Concludo con il Padre Nostro.

Prima lettera ai CorinziI contenutiLa lettera è costituita da un serie di risposte a problemi dellacomunità di Corinto, sui quali Paolo era stato informato a voce oper lettera, mentre si trovava a Efeso (vedi At 19,1-20,1). Lalettera contiene, fra l'altro, il più antico racconto dellacelebrazione dell'eucaristia (11,23-25), una testimonianza dellaprima catechesi cristiana sulle apparizioni del Risorto (15,3-7) e,nell'inno alla carità, una delle pagine più poetiche e spiritualidella Bibbia (13,1-13). Alla base di ogni affermazione sta il ruolofondamentale e unico di Cristo, il Signore crocifisso e risorto,sapienza di Dio. A lui ogni credente appartiene mediante ilbattesimo, così da formare con lui un solo corpo (6,15-20;10,15-18; 12,1-31). Questa profonda visione di fede dà allalettera, nonostante la varietà degli argomenti, un'indiscutibileunità. Vengono trattati nell'ordine questi temi:Indirizzo, saluto e ringraziamento (1,1-9)Divisioni nella comunità (1,10-4,21)Scandali e liti (5,1-6,20)Matrimonio e verginità (7,1-40)Culto pagano e culto cristiano (8,1-11,34)Il valore dei carismi (12,1-14,40)Risurrezione dei morti (15,1-58)Una colletta, prossima venuta di Paolo, raccomandazioni esaluti (16,1-24)Le caratteristicheFra le lettere di Paolo la prima ai Corinzi è la più aderente allasituazione dei destinatari. Costruita attorno a problemicomunitari, diversi e distribuiti senza un qualche ordine, essa cioffre un quadro significativo della vita di quella comunità e deirapporti di Paolo con i suoi discepoli. Parole di affetto paterno(4,15) s'intrecciano a rimproveri severi, dai toni polemici fino alsarcasmo (4,8-13; 4,21; 5,3-5).L'origineLa lettera fu scritta da Paolo mentre si trovava a Efeso, sul finiredel suo soggiorno in quella città (16,5-9), verso gli anni 55-56.

Corinto era città cosmopolita, capitale della provincia romanadell'Acaia e grande centro commerciale, famosa per il tempio diAfrodite e per la proverbiale corruzione. I destinatari della letteraerano passati dal paganesimo alla fede in Cristo quattro o cinqueanni prima, grazie alla predicazione di Paolo (At 18,1-8). Conessi l'apostolo aveva frequenti rapporti attraverso lettere opersone (1,11; 4,17; 5,1; 11,18). La Chiesa di Corinto eracomposta per lo più di gente povera, di scarso peso sociale, cheoscillava tra una tolleranza scandalosa (5,2) e un ascetismoeccessivo (7,1-6)(dall'introduzione alla lettera nella nuova Bibbia CEI-UELCI)Questo piccolo volume raccoglie il testo della Prima lettera aiCorinzi suddiviso secondo il calendario del Percorso Paroladell'Azione Cattolica di Bologna. I brevi commenti che seguonoogni testo sono in larga misura presi dal “Piccolo commentariodel Nuovo Testamento - Prima Epistola di Paolo ai Corinzi” :www.bibbiaweb.org/jk/jk pcnt 1corinzi.html.Per chi desiderasse un approfondimento maggiore segnaliamo iseguenti testi: FRIEDRICH LANG, Le lettere ai Corinti, Ed. Paideia, Brescia,2004 ANTONIO MARANGON, Prima lettera ai Corinzi, Ed. Messaggero,Padova 2005 È disponibile in rete, ax?id 423 uncommento alla Prima lettera ai Corinzi fatto nel 1997 dalleparrocchie di Sammartini, Caselle, Bolognina e Ronchi (donGiovanni Nicolini)

Lunedì 12 Gennaio 20091 Cor 1,1-3Paolo, chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontàdi Dio, e il fratello Sòstene, 2alla Chiesa di Dio che è in Corinto, acoloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, chiamati adessere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano ilnome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro:3grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore GesùCristo.1,1A Corinto si era formata un’assemblea numerosa grazie alministero di Paolo (At 18,10). E lui, fedele pastore e zelanteevangelista, continua a vegliare su di essa con sollecitudine (cfr.2 Cor 11,28). Egli scrive questa prima lettera che si rivolgeanche a «tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome delSignore nostro Gesù Cristo» (v. 2). È dunque scritta anche pernoi, se siamo parte di quelli che invocano il Signore.

Martedì 13 Gennaio 20091 Cor 1,4-9Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della graziadi Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, 5perché in lui siete statiarricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della scienza.6La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi cosìsaldamente, 7che nessun dono di grazia più vi manca, mentreaspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. 8Eglivi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signorenostro Gesù Cristo: 9fedele è Dio, dal quale siete stati chiamatialla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!4Paolo ha ricevuto da Corinto spiacevoli notizie. Vari disordinierano apparsi in quell’assemblea. Ma, prima di affrontare questipenosi argomenti, l’apostolo ricorda a quei credenti le lororicchezze spirituali, attribuendole alla grazia di Dio (v. 4,5). Permisurare la nostra responsabilità e prendere più sul serio lanostra vita cristiana, cerchiamo qualche volta di valutare i nostriinestimabili privilegi. E ringraziamo il Signore come l’apostolo fain questa occasione.

Mercoledì 14 Gennaio 20091 Cor 1,10-16Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro GesùCristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi sianodivisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero ed'intenti. 11Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli,dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi. 12Mi riferisco alfatto che ciascuno di voi dice: "Io sono di Paolo", "Io invece sonodi Apollo", "E io di Cefa", "E io di Cristo!".13Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso pervoi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati? 14RingrazioDio di non aver battezzato nessuno di voi, se non Crispo e Gaio,15perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mionome. 16Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefana, madegli altri non so se abbia battezzato alcuno.10Il primo rimprovero rivolto all’assemblea di Corinto riguarda leloro discordie. Seguivano l’uomo (Paolo, Apollo, Cefa, in quantodottori più eminenti di altri: Gv 3,2), invece di essere uniti nellacomunione di «Gesù Cristo, nostro Signore», il Figlio di Dio(v. 9). Che questa sia sempre la nostra parte (1 Gv 1,3).

Giovedì 15 Gennaio 20091 Cor 1,17-25Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare ilvangelo; non però con un discorso sapiente, perché non vengaresa vana la croce di Cristo. 18La parola della croce infatti èstoltezza per quelli cha vanno in perdizione, ma per quelli che sisalvano, per noi, è potenza di Dio. 19Sta scritto infatti:Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenzadegli intelligenti.20Dov'è il sapiente? Dov'è il dotto? Dove mai il sottile ragionatoredi questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienzadi questo mondo? 21Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio ilmondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, èpiaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza dellapredicazione. 22E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Grecicercano la sapienza, 23noi predichiamo Cristo crocifisso,scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; 24ma per coloro chesono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenzadi Dio e sapienza di Dio. 25Perché ciò che è stoltezza di Dio è piùsapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più fortedegli uomini.17Per noi che siamo sulla via della salvezza, la parola della croceè la potenza di Dio. Ma per gli altri uomini non è che pazzia.Tutto ciò che la croce significa: la morte d’un Giusto necessariaalla giustizia di Dio, il perdono gratuito dei peccatori, lacondanna definitiva del mondo, sono verità che urtano la ragioneumana. Si presentino miracoli e opere spettacolari, un nobileideale accompagnato da una morale che richiede degli sforzi.ecco il genere di religione che non urta nessuno. Ebbene! tutti isapienti, i teologi, i polemisti, insomma i grandi di questo secoloe di tutti i secoli, il v. 18 li classifica sotto una comune espaventosa designazione: «quelli che periscono».

Venerdì 16 Gennaio 20091 Cor 1,26-31Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono travoi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non moltinobili. 27Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto perconfondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è deboleper confondere i forti, 28Dio ha scelto ciò che nel mondo èignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le coseche sono, 29perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.30Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera diDio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione eredenzione, 31perché, come sta scritto: Chi si vanta si vanti nelSignore.26È un dato di fatto che tra i riscattati del Signore ci sono pochisapienti, potenti, nobili. (v. 26); infatti è più difficile per costorodiventare «come i piccoli fanciulli» (Mt 18,3 e 11,25). Perglorificarsi Dio sceglie ciò che è debole, vile, disprezzato, e talisono i credenti in Cristo secondo la stima del mondo. Ma cosaimporta il loro valore personale, dal momento che sono in Cristoe che Lui è, per loro, potenza, sapienza, giustizia, santificazione,redenzione (v. 24,30)?

Sabato 17 Gennaio 20091 Cor 2,1-5Anch'io, o fratelli, quando sono venuto tra voi, non mi sonopresentato ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimitàdi parola o di sapienza. 2Io ritenni infatti di non sapere altro inmezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso. 3Io venni inmezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; 4e lamia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsipersuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito edella sua potenza, 5perché la vostra fede non fosse fondata sullasapienza umana, ma sulla potenza di Dio.2,1Sappiamo che, nel mondo, un dono d’oratore, un certo brio, edei «discorsi persuasivi di sapienza umana» possono esseresufficienti per assicurare il trionfo di qualunque causa. Ma, percomunicare la fede, Dio non ha bisogno di utilizzare questecapacità umane, né le abilità della propaganda (v. 4,5). Paolo,nonostante la sua istruzione, non si era fatto notare a Corintoper la sua sapienza, la sua cultura o la sua eloquenza. Avrebbecontraddetto il suo insegnamento, poiché la croce di Cristo cheegli annunciava significa proprio la fine di tutto ciò di cui l’uomos’inorgoglisce.

Lunedì 19 Gennaio 20091 Cor 2,6-12Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza chenon è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo chevengono ridotti al nulla; 7parliamo di una sapienza divina,misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinatoprima dei secoli per la nostra gloria. 8Nessuno dei dominatori diquesto mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta,non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. 9Sta scritto infatti:Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né maientrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloroche lo amano.10Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spiritoinfatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. 11Chi conoscei segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Cosìanche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se nonlo Spirito di Dio. 12Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito delmondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci hadonato.6Solo il dono dello Spirito, che scruta anche le profondità di Dio,permette di penetrare la sapienza evangelica, e si èspiritualmente immaturi (“infanti” secondo 3,1) quando ci siconsidera competenti e non più in umile e trepidante ricerca. Perapprofondire si veda il Salmo 138(139) e Sap 7.

Martedì 20 Gennaio 20091 Cor 2,13-16Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggeritodalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendocose spirituali in termini spirituali. 14L'uomo naturale però noncomprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, enon è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo permezzo dello Spirito. 15L'uomo spirituale invece giudica ogni cosa,senza poter essere giudicato da nessuno. 16Chi infatti haconosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo dirigere?Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.13A cosa può servire un brano di musica senza uno strumento perinterpretarlo, o un disco senza l’apparecchio che permette diascoltarlo? Quale sarebbe l’effetto del più bel concerto su unuditorio composto da sordi? Così il linguaggio dello Spirito èincomprensibile per «l’uomo naturale». Invece «l’uomospirituale» può adattare «parole spirituali» a «cose spirituali»(v. 13 a 15).

Mercoledì 21 Gennaio 20091 Cor 3,1-4Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uominispirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo.2Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché nonne eravate capaci. E neanche ora lo siete; 3perché siete ancoracarnali: dal momento che c'è tra voi invidia e discordia, non sieteforse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana?4Quando uno dice: "Io sono di Paolo", e un altro: "Io sono diApollo", non vi dimostrate semplicemente uomini?3,1Distratti dalle loro divisioni e dalle loro liti, i Corinzi non avevanofatto alcun progresso. Erano come dei cattivi scolari chediscutessero stupidamente su chi ha il maestro più sapiente ol’aula più bella. Paolo dichiara loro che occuparsi del servitoreinvece che del suo insegnamento era sintomo di puerilità,significava essere ancora carnali (v. 3). Quante volteconfondiamo la verità con colui che la presenta: se, ad esempio,ascoltiamo un servitore di Dio col preconcetto che non abbianiente da darci, riceveremo quello che ci eravamo aspettati.

Giovedì 22 Gennaio 20091 Cor 3,5-9Ma che cosa è mai Apollo? Cosa è Paolo? Ministri attraverso iquali siete venuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore gliha concesso. 6Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che hafatto crescere. 7Ora né chi pianta, né chi irrìga è qualche cosa,ma Dio che fa crescere. 8Non c'è differenza tra chi pianta e chiirrìga, ma ciascuno riceverà la sua mercede secondo il propriolavoro. 9Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo diDio, l'edificio di Dio.5L’apostolo ricorda poi la responsabilità di chi edifica. Nell’operadi Dio, vista come un campo da coltivare o come un edificio, ognioperaio ha una propria attività. Può portare dei materiali (cioèdiversi aspetti della verità): edificare le anime presentando lorola giustizia di Dio (l’oro), la redenzione (l’argento), le glorie diCristo (le pietre preziose). L’edificio potrebbe sembrare moltogrande, ma essere costruito con del legno, del fieno, dellapaglia, tutto lavoro che non resisterà al fuoco.

Venerdì 23 Gennaio 20091 Cor 3,10-15Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapientearchitetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruiscesopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce. 11Infattinessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi sitrova, che è Gesù Cristo. 12E se, sopra questo fondamento, sicostruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia,13l'opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quelgiorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualitàdell'opera di ciascuno. 14Se l'opera che uno costruì sulfondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; 15mase l'opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, peròcome attraverso il fuoco.10L'immagine dell'edificio ritorna sovente nella scrittura: Is 28,16;Sal 117(118),22-23; Mc 12,10-12; Ef 2,19-22; 1 Pt 2,4-8. Nonsono ancora scoppiate le crisi ecclesiali, per cui Paolo scriveràpiù tardi ai galati, ai filippesi e ai colossesi, ma qui l'apostolosembra averne il presentimento riferendosi alla responsabilità dipossibili guide fuorvianti. Occorre avere una cura sapiente nelcontribuire, secondo la responsabilità di ognuno, allaedificazione della comunità, e ciò ca ritenuto valido anche nellaformazione di ogni credente.

Sabato 24 Gennaio 20091 Cor 3,16-23Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abitain voi? 17Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui.Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.18Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente inquesto mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; 19perché lasapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scrittoinfatti: Egli prende i sapienti per mezzo della loro astuzia. 20Eancora: Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani.21Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto èvostro: 22Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, ilpresente, il futuro: tutto è vostro! 23Ma voi siete di Cristo e Cristoè di Dio.16Accanto ai veri operai che possono fare un cattivo lavoro (v. 15),vi sono dei falsi servitori che corrompono il tempio di Dio (v. 17).Che nessuno si faccia delle illusioni su ciò che è o su ciò che fa(v. 18). E diffidiamo dei criteri e dei ragionamenti umani: sonostrumenti di misura ingannevoli. La sapienza del mondo è pazziaper Dio, e la sapienza di Dio pazzia per il mondo (v. 19).Entrambe si valutano in funzione dello scopo perseguito.«L’uomo naturale» commisera il credente in Cristo che, a suoparere, sacrifica, a un avvenire vago ed incerto, i vantaggi e ipiaceri del momento presente. Potessimo essere tutti colti daquesto tipo di pazzia! D’altronde, cosa sono le miserabili vanitàdi cui potremmo fare sfoggio di fronte a ciò che possediamo?Tutte le cose sono nostre, afferma Paolo; sono nostre perché noistessi siamo di Cristo, al quale appartiene ogni cosa.

Lunedì 26 Gennaio 20091 Cor 4,1-5Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori deimisteri di Dio. 2Ora, quanto si richiede negli amministratori è cheognuno risulti fedele. 3A me però, poco importa di venir giudicatoda voi o da un consesso umano; anzi, io neppure giudico mestesso, 4perché anche se non sono consapevole di colpa alcunanon per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore! 5Nonvogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finché venga ilSignore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesteràle intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.4,1Alle dipendenze di Cristo possiamo disporre di tutto per il suoservizio. Ma l’importante è che «ciascuno sia trovato fedele»(cap. 4,2), poiché ognuno di noi è un amministratore, piccolo ogrande, ed ognuno a questo titolo riceverà la sua lode, non daparte del fratello, ma da parte di Colui che legge nei cuori (v. 5;vedere 2 Tm 2,15).

Martedì 27 Gennaio 20091 Cor 4,6-7Queste cose, fratelli, le ho applicate a modo di esempio a me ead Apollo per vostro profitto perché impariate nelle nostrepersone a stare a ciò che è scritto e non vi gonfiate d'orgoglio afavore di uno contro un altro. 7Chi dunque ti ha dato questoprivilegio? Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? Ese l'hai ricevuto, perché te ne vanti come non l'avessi ricevuto?6La radice dei dissidi a Corinto che cos’era se non l’orgoglio?(Pr 13,10). Ognuno faceva valere i suoi doni spirituali e la suaconoscenza (cap. 1,5), dimenticando solo una cosa: di averricevuto tutto per pura grazia. Per rimanere umili, ricordiamocisempre della domanda del v. 7: «Che hai tu che non l

Prima lettera ai Corinzi I contenuti La lettera è costituita da un serie di risposte a problemi della comunità di Corinto, sui quali Paolo era stato informato a voce o per lettera, mentre si trovava a Efeso (vedi At 19,1-20,1). La lettera contiene, fra l'altro, il più antico racconto della

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